La storia

Di seguito riporto l’articolo di Gian Carlo Casorati uscito sulla rivista arcieri n°4 del 2005 e relativa errata corrige, aggiornato in alcuni punti ai giorni nostri, buona lettura…..

La Compagnia Arcieri Felsinei é uno dei club storici della nostra federazione ancora ben vivo nel panorama delle Società FITARCO.

Nasce a Bologna nel 1965, come ottava compagnia della FITARCO, quattro anni dopo la costruzione della Federazione.

Uno dei fondatori é Giovanni Ricci che avendo visto un arco esposto in un negozio di articoli sportivi di Bologna lo acquista pensando di trovare qualcuno che gli insegni ad usarlo.

L’arco, totalmente in acciaio é un “Apollo” uno dei migliori modelli dell’epoca, ma per Ricci un oggetto misterioso per l’impossibilità di usarlo.

Lascia allora il suo recapito in negozio pregando di darlo al primo acquirente di materiali arcieristici.

Dopo alcuni mesi si fa vivo un certo Ugo Parenti padre di quello che diventerà uno dei più forti tiratori italiani Andrea.

Subito i due si accorgono che le rispettive conoscenze sono allo stesso livello, in pratica zero. Decidono allora di ispirarsi alle uniche fonti disponibili: i fumetti di Tex, Ombre Rosse, la Freccia Nera e così via. attorno ai due si forma presto un gruppo di appassionati che cerca di tirare senza alcun risultato.

Successivamente il gruppo degli arcieri di Bologna venne a conoscenza dell’esistenza di una Federazione Nazionale dalla trasmissione televisiva “il braccio e la mente” dove si tirava con l’arco. Presero contatto con il presidente della Fitarco, Malacrida e si recarono a Milano sul campo dell’Alba.

Il primo presidente della Società fu Ugo Parenti dal 1965 al 1971/72. L’attuale campo dei Felisinei fu ottenuto da Ricci che durante una vacanza, parlò di arco con un politico che assegnò alla Compagnia un terreno coltivato ad erba.

Giovanni Ricci oltre ad essere un pioniere dell’associazione fu (ed é ancora) un buon tiratore che entrò nella squadra nazionale nel 1968 per disputare i Campionati Europei Targa alla loro prima edizione.

Nel 1974 Ricci é ancora uno dei migliori tiratori italiani e batte il record italiano die 90 metri con 297 punti (ndr. con freccie di alluminio!!!). In Società nasceranno poi molti altri tiratori che vestiranno la maglia della nazionale fra cui Cleante Mingozzi, recordman mondiale a squadre nel 1976, Anna Maria Tinto, Carla Jaboli, Davide Foschini, Barbara Bettinelli, Moreno Giommoni e Roberto Donini.

I presidenti della società dopo Parenti sono stati: Ricci, Piero Noé, Giovanni Lazazzera (ndr. per più 30 anni!!!, attulmente Danila Barioni).

L’articolo di Casorati prosegue con un intervista all’allora presidente Giovanni Lazzazera che riporto, vista la validità dei principi di fondo.

D: La vostra é una delle Società più vecchie e grandi d’Italia. Supera i 100 Soci, un’eccezione rispetto alle classiche dimensioni dei nostri club. Tu che sei presidente da oltre vent’anni puoi dare qualche consiglio per mantenere la buona armonia all’interno di una Società?

R: Non credo ci siano limiti sul numero dei tesserati in una Società. L’importante e´ che la gestione avvenga con regole ben precise, uguali per tutti e rispettate, dal campione al principiante, dall’ultimo tesserato al presidente. É importante che il consiglio direttivo sia composto da persone che mettano il bene della Società al primo posto. Se ci sono delle contestazioni sull’operato del Consiglio, queste verranno esposte durante l’Assemblea dei soci o in casi particolari discusse in un’Assemblea Straordinaria appositamente indetta per trovare democraticamente una soluzione. Se il direttivo é formato da persone responsabili si riesce a far convivere le varie esigenze senza problemi. É importante fissare delle regole ben precise. omiss…..

D: Voi avete sempre organizzato molte gare. Lorganizzazione richiede volontariato e mano d’opera da parte dei soci, tutte belle cose che possono, però creare dissapori che sfociano con la classica frase “… siamo sempre i soliti a lavorare …” Come l’avete risolto?

R: Per fortuna questo problema non l’abbiamo mai avuto. Consigliamo di formare un gruppo di soci che si faccia carico della gestione delle gare dando loro la massima autonomia.

D: Mi risulta che state formando un vivaio giovanile e l’esperienza mi dice che questo settore funziona meglio in Società prettamente costituite per il giovanile. Ci può essere incopatibilità tra tiratori adulti e ragazzi?

R: Il giovanile mi sta particolarmente a cuore. In questo momento abbiamo 15 tesserati tra maschi e femmine al di sotto dei 18 anni. Una vecchia Società come la nostra é naturale che abbia parecchi soci adulti e “veterani”, ma per fortuna che ci sono, altrimenti chi risolverebbe il problema del quotidiano? A partire dalla manutenzione del campo. Io per esempio oltre ad avere la responsabilità dela Società svolgo anche tutto il lavoro di segreteria. L’incopatibilità tutto sommato non la vediamo, al massimo può succedere che qualche adulto si lamenti della troppa vivacità dei giovani, ma é sempre cosa di poco conto. omiss…..

D: Avete ricevuto dalla Federazione un riconoscimento per essere stati la Società che ha avuto il maggior incremento di tesserati della Regione nel periodo 2004/2005. Penso che anche su questo argomento avrete qualche consiglio da dare.

R: É stato un riconoscimento molto gradito. Il maggior merito va a Interner. Molti adulti e ragazzi sono venuti a conoscenza della nostra attività, di insegnamento e tiro, dal sito internet che ho attivato nel 2000 e tengo continuamente aggiornato. Abbiamo poi fatto un buon lavoro con i giornali. ommiss….Non dobbiamo dimenticare l’Oro olimpico di Galiazzo che ha attirato molto interesse sull’arco indirizzando molti utenti di internet alla ricerca di siti che trattano il nostro sport. Sino all’anno scorso abbiamo poi organizzato in uno spazio denominato “Festa dell’Ambiente” uno stand dimostrativo di tiro con l’arco. Quattro paglioni, tre istruttori e otto archi tra destri e mancini. Abbiamo calcolato che in 13 serate abbiano impugnato l’arco, la maggior parte per la prima volta, circa 50 persone per sera per un totale di 650/700 futuri arcieri.

Lascia un Commento